Qualità è salute

Qualità è salute | Bioetico.net - Relazioni Agroalimentari

Qualità è salute

La fiducia tra produttore e consumatore, un rapporto da riscoprire

Una delle più sentite preoccupazioni riguardo il futuro e le prossime generazioni è sicuramente il cibo.
Un argomento del quale spesso si parla in modo superficiale, complici i salotti televisivi e le star della cucina italiana e internazionale; il più delle volte si discute circa le declinazioni da dare all’ingrediente, come lavorarlo, come valorizzarlo.

Quasi mai, invece, si parla di chi produce quell’ingrediente, di quanta passione, di quanta vita ci mette…

…salvo poi lamentarsi di isolati scandali, truffe o simili che coinvolgono il settore agroalimentare, a causa dei quali si tende a fare di tutta l’erba un fascio, assimilando tutti i produttori a imprenditori privi di scrupoli che lavorano esclusivamente per il profitto. Non si parla mai di cultura agroalimentare, della cultura del saper fare, di voler produrre un alimento di qualità; una qualità che è nel Dna di molti agricoltori italiani, in parte grazie alle esperienze sedimentate nei secoli, in parte a causa della necessità di competere con i prodotti di importazione (certo più economici, ma di qualità sicuramente inferiore).
Se è indubbio che esista un problema economico, occorre riconoscere che la cultura e l’etica d’impresa sono fondamentali per una sana alimentazione. D’altra parte i più clamorosi scandali alimentari sono avvenuti all’estero: si pensi al caso della società di Taiwan che ha truffato più di mille aziende alimentari vendendo olio alimentare mescolato a olio per uso industriale e a oli di cucina esausti. Nella nordica Danimarca, spesso assunta come modello di civiltà, nel 2014 sono morte almeno 12 persone a causa della presenza di un batterio (Listeria monocytogenes) nelle carni di salsiccia preparate da un produttore locale.

E gli aspetti sanitari?

Gli aspetti sanitari richiamano da vicino il tema dei controlli e della tracciabilità. Si tratta di ambiti strettamente legati fra loro. Vero è che un quadro normativo chiaro è fondamentale – da poche settimane è entrato in vigore il Regolamento europeo 1337/2013 in materia di indicazione del Paese di origine o del luogo di provenienza delle carni – tuttavia sono necessarie attività di prevenzione, controllo e sanzionamento. Ne segue che tanto più è lunga la filiera, tanto più è facile che vi siano falle. Non a caso le associazioni dei consumatori invocano spesso la necessità di etichette più trasparenti e di una maggiore comunicazione.

Fiducia innanzitutto

Alla base di tutto, però, rimane la fiducia.
La fiducia che la macchina dei controlli funzioni, la fiducia nel sistema di tracciabilità e, in ultima analisi, la fiducia nel produttore.
Fiducia elemento fondante dell’economia di mercato: se si è liberi di acquistare il prodotto preferito dal produttore preferito, si è anche liberi di non acquistarlo più una volta che le aspettative non sono soddisfatte. Libertà di scelta che viene meno quando si fa la spesa in un supermercato: in questo caso si delega questa libertà al supermercato, al suo buyer, ai suoi addetti. Si perde una parte della capacità di controllo, sacrificata in nome della praticità, della comodità e della semplicità di acquisto.

Accorciare la filiera

Esiste un modo diverso, certo più impegnativo per il consumatore, di controllare la filiera. È quello di accorciarla, di ridurla al minimo, andando ad acquistare presso i produttori. D’altra parte le principali categorie merceologiche di cui si ha bisogno non sono molte: formaggi, carni, vini, ortaggi e poco più. Un paniere che si può acquistare a partire da poche aziende agricole che offrono una vendita diretta, situate spesso a breve distanza dalle grandi città. In questo modo si ristabilisce un legame, si instaura un rapporto umano e di fiducia tra produttore e consumatore. Perché non è difficile capire se un agricoltore lavora bene: anche agli occhi di un profano è sufficiente guardare come opera, come tratta gli animali, come tiene in ordine l’azienda.
Un piccolo sforzo per recuperare una fiducia che da troppo tempo è venuta meno, offuscata da pochi scandali cavalcati ad arte da servizi giornalistici. Un piccolo sforzo che permette anche di conoscere il territorio italiano, le tante cascine che spesso si osservano distrattamente da un’autostrada, gli ecosistemi e i territori custoditi da agricoltori appassionati, territori raccontati nei piatti di ristoratori attenti e votati alla qualità.

Un piccolo passo indietro per recuperare una dimensione quotidiana capace di apprezzare il buono e il bello che deriva dalla nostra tradizione agroalimentare.
Perché qualità è salute.

About the author

Luca Masotto: Dottore agronomo, si è laureato con una tesi sull’analisi di fattibilità socioeconomica di un progetto di sicurezza alimentare nei distretti di Shashogo e Alaba in Etiopia. Svolge la libera professione nel campo della consulenza tecnico-agronomica ed economico-estimativa e della gestione professionale del verde. È consulente tecnico del Giudice del Tribunale di Monza e coordinatore per la sicurezza nei cantieri.

0 Comments

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Leave a Reply